Io e Letizia per il nostro sesto mesiversario di fidanzamento siamo andate a Rapallo. Volevamo fare una gita al mare in un posto che non avevamo mai visto. Uno dei sogni di Leti è mettere via abbastanza soldi per girare l’Italia insieme a me per un anno intero, scoprendo nuovi posti, atmosfere, emozioni e cibi che non ha mai conosciuto. La mia Letizia è sempre molto romantica. A me basterebbe passare un mese a letto con lei, con prosecco e cioccolato, per essere la donna più felice del mondo.

La gita è stata divertente. La città di Rapallo è molto carina: si vede che è una meta turistica molto gettonata, ma non ha perso la sua identità per diventare la puttana del turista ammmericano che non vuole vedere la vera Italia, ma trovare immagini da cartolina.

Rapallo

Tipica immagine da cartolina, non ho resistito!

Siamo state anche sulla funivia che sale al Santuario di Nostra Signora di Montallegro (600 metri sul livello del mare). Ci siamo andate solo per goderci il panorama e pomiciare ad alta quota, visto che non siamo credenti. Nella cabina della funivia, Letizia scrutava il baratro sotto di noi con gli occhioni spalancati di paura e di meraviglia, e si teneva stretta alla barra di appoggio sotto la finestrella. Tremava tutta. L’ho stretta forte da dietro e le ho dato baci sul collo per rassicurarla finché non siamo arrivate. I baci sul collo con lei funzionano sempre, si scalda e non pensa più alle cose brutte, solo alla sua padroncina.
Il santuario era avvolto nella nebbia, sembrava che le nuvole si fossero impigliate nelle fronde del bosco che lo circonda. Letizia era affascinata, ma anche infreddolita: le ho dato la mia felpa. Persino io ho dovuto ammettere che l’atmosfera aveva un che di magico (anche se la mia gatta aveva messo i pantaloni bianchi, i più aderenti che ha, e la magia del suo culetto era la più interessante di tutte).

Santuario di Nostra Signora di Montallegro

Il santuario

Bosco

Gli alberi come bastoncini di zucchero filato

Siamo scese dal cucuzzolo della montagna per l’ora di pranzo (l’ultima corsa della funivia è alle 12:30, poi riprende alle 14:00).
Il ristorante che avevo scelto in prima battuta era un posto di lusso: volevo ordinare champagne e far ubriacare di gioia la mia gattina, prima di portarla sul lungomare e mangiarle il faccino a furia di baci. Purtroppo il ristorante scelto era chiuso a pranzo, così Letizia per evitare che dessi fuoco allo stupido locale (che cazzo metti gli orari sul sito se devi metterli sbagliati?), mi ha fatto sedere su una panchina sul lungomare e mi ha leccato il collo mentre, mano allo smartphone, cercava un ristorante cinese nelle vicinanze (per la serie “le donne sì che sono multitasking”).
È così che siamo capitate al ristorante cinese Pechino, un grazioso ristorante sul lungomare con tovaglie azzurre di stoffa pregiata e affreschi stile rinascimentale sul soffitto.

Il ristorante Pechino visto da fuori

Il ristorante Pechino visto da fuori

Dicevo che gli interni sono carini, e le sedie di legno avevano un’imbottitura di stoffa molto morbida (immaginare il culo di Letizia che affonda in quella morbidezza mi provoca ancora un brivido tra le gambe). Niente bacchette, ma si potevano chiedere.
Dico subito che il ristorante è consigliato più che per la qualità del cibo per la gradevolezza dell’ambiente e perché appena usciti ci si ritrova sul lungomare che (parola del Comune di Rapallo) è uno dei più belli al mondo.

Ristorante Pechino interno

Tovaglie bianche e tovaglioli azzurri: la mer!

Abbiamo cominciato ordinando due antipasti: antipasto di mare e pollo freddo in salsa di vino cinese.
Il pollo freddo in salsa di vino era saporito, leggermente secco, ma comunque si mangiava volentieri. Quando prendo questo piatto il cameriere cinese di turno mi guarda sempre come fossi matta, una di quelle che provano un piatto tradizionale che sicuramente schiferà. Devo ancora capirne il motivo, perché ovunque vada è buono. Qui al Pechino gli do un 7.

Pollo freddo in salsa di vino cinese

Pollo freddo in salsa di vino cinese

L’antipasto di mare invece, per usare le parole di Letizia “non era particolarmente impressionante”. Sembrava che i pesci (calamari, gamberi e granchio) non fossero freschissimi (come ci si aspetterebbe da un ristorante in riva al mare) ma la salsina, asprigna per via del limone, era buona e risollevava il morale del piatto. Leti dà un 5 e mezzo, ma dopo che ci siamo divise un gamberetto tenendolo con le labbra il voto è salito a 20.

Antipasto di mare

Antipasto di mare

I primi sono stati una doccia fredda. Abbiamo preso un primo a testa e ci siamo imboccate a vicenda. Giusto un paio di bocconi, perché era roba quasi immangiabile.
Gli gnocchi di riso con carne e verdure erano insipidi, privi di qualunque salsa, e l’unica parte buona del piatto rimaneva il pollo. Meritano un bel 5 condiviso da entrambe.

Gnocchi di riso

Gnocchi di riso con carne e verdure (sciape)

Gli spaghetti di soia con carne e verdure piccanti erano uno schifo (e qui sì che il cameriere avrebbe dovuto farmi la faccia come a dire “guarda che non ti conviene”): la pasta non era stata mescolata e la (poca) carne era rimasta sul fondo del piatto insieme alla salsa insapore; a condire gli spaghetti rimaneva solo la verdura insipida. L’unica nota di sapore era la piccantezza, per il resto non c’era niente. Provateci voi a mangiare spaghetti cotti in acqua senza sale e conditi con pepe nero e nient’altro. La dolce Leti dà un 4. Il mio voto è un 3.

Spaghetti

Spaghetti di soia (sciapi) piccanti con (deposito di) carne

I secondi hanno risollevato la situazione.
Il mio era vitellone in salsa d’ostrica. Mi sono azzardata perché non c’era Giordano a sperimentare, e volevo fosse orgoglioso di me quando gli avrei raccontato i sapori dei piatti (lui è un buongustaio, come dimostra che ama molto leccare gli umori che colano dalla mia fichetta). Comunque: la carne era buona e la salsa saporita, ma niente di che. Il problema è che anziché sapore d’ostrica si sentiva sentore di calamari, di quella salsa che viene dalla cottura del calamaro. Buono l’abbinamento funghi cinesi-vitellone-salsa, peccato che i funghi scarseggiassero.
Il piatto nel complesso non ci è dispiaciuto, ma neanche era eccelso. Per entrambe un 7.

Vitellone

Vitellone in salsa di calamar… ehm, d’ostrica

Poi è arrivata la sorpresa: l’anatra in salsa agrodolce. Molto particolare, diversa da tutte le altre che ho mangiato, perché c’era una panatura fritta e la presenza di piselli. La salsa agrodolce era molto molto molto dolce, e l’anatra davvero tenera. Deliziosa. Non avrei mai detto che un secondo così dolce (sembrava un dessert!) mi sarebbe piaciuto. La consiglio sicuramente, ma do un altro consiglio: mangiatela subito, appena arriva, calda e croccante, perché la panatura si smoscia stando in ammollo nella salsina agrodolce, ed è decisamente meno buona. A nessuno piacciono le cose mosce. ^.^
Letizia e io l’anatra ce la siamo contesa. Per me è un 9 e per lei un 8.

Anatra

(Deliziosa) anatra (fritta) in (deliziosa) salsa agrodolce

Il terzo secondo: gamberoni alla piastra. I gamberoni erano gommosi, non troppo saporiti, e sicuramente non erano di giornata. In più ci hanno imbrogliate: hanno messo una testa di gambero senza il corpo! Cattivi!

Gamberoni

4 gamberoni alla piastra (-1)

Il servizio è stato veloce e preciso, in particolare gli antipasti sono arrivati subito e i primi sono seguiti non appena abbiamo finito. In più il ristorante Pechino è in riva al mare e il tovagliolino di stoffa morbido stava benissimo sulle cosce di Letizia.
Perciò, come anticipato, questo ristorante è consigliato più per il rapporto prezzo-location che non per la bontà della cucina (anche se quell’anatra me la sognerò la notte…).

Dopo il cinese ci siamo concesse un super gelatone, tale Super Coppa Rapallo, per coronare la giornata all’ingrasso e stimolarci a passare una sana notte di lussuria femminile per smaltire. Io ho spiluccato la frutta, mentre Leti ci ha dato dentro, gattina. Ma l’ho fatta sudare, dopo, e sono sicura che ha smaltito bene.

Gelato Coppa Rapallo

La gloriosa Super Coppa Rapallo

Dopodiché, cocktail Lampada di Aladino per farci girare la testa e baciarci sul treno ignorando le occhiate degli altri passeggeri.

Lampada di Aladino

Gocciolina di crema bianca, che scivoli lungo il gambo maliziosa… tenti la mia linguetta

RIEPILOGO (del ristorante Pechino)
Abbiamo ordinato:
- antipasto di mare;
- pollo freddo in salsa di vino cinese;
- gnocchi di riso con carne e verdure;
- spaghetti di soia con carne e verdure piccanti;
- vitellone in salsa d’ostrica;
- anatra in salsa agrodolce;
- gamberoni alla piastra;
- 2 birre cinesi in bottiglia.
Per un totale di: 2 antipasti, 2 primi e 3 secondi.
Abbiamo speso: 42,80 euro (ma ce li hanno scontati a 40 perché siamo carine e romantiche ^_^).